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Diffondere la cultura visiva: l´arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni.

L´Unità di Siena, che si occuperà appunto di ”Immagini e testi per la critica d´arte moderna in Italia, dal simbolismo, alle avanguardie storiche, agli anni fra le due guerre: ruolo ed eredità di Vittorio Pica“, elaborerà un´analisi comparativa suddivisa per segmenti d´interesse, per aree tematiche (movimenti e correnti artistiche, fenomeni del gusto, storia del collezionismo, storia delle istituzioni culturali, stc.), geografiche (la situazione italiana, l´Europa, le Americhe, l´Oriente e il Giappone, l´Africa e l´Oceania relativamente agli interessi per l´arte primitiva e per il japonisme) o di continuità storico-critica e teorica (arte e letteratura, critica d´arte e teoria della ricezione, cinema e fotografia, architettura e decorazione, allestimenti museali, etc.). Sarà definita una accurata mappatura dei fondi archivistici pubblici e privati dove sono reperibili materiali riconducibili al critico napoletano e sarà aggiornata la situazione bibliografica e archivistico-documentale. Sul modello delle altre Unità, allo spoglio dei materiali farà seguito la selezione e l´acquisizione, tramite scansione digitale, di quelli ritenuti di maggiore interesse rispetto alle principali linee d´indagine che il progetto intende perseguire, per procedere quindi alla rielaborazione dei dati cosí raccolti ai fini di una loro organizzazione e presentazione coerente su piattaforma informatica a beneficio di ulteriori possibilità d´indagine. L'approfondimento della figura di Pica consentirebbe, in maniera emblematica, di integrare arte moderna, critica d'arte, storiografia, collezionismo e contesti storici in un sistema di relazioni internazionali in cui meglio comprendere e definire una linea ”altra“ dell'arte moderna europea, compresa fra simbolismo e prime ricerche d'avanguardia.

Le vicende enucleate fino a questo momento conducono alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, proiettando cosí il progetto verso la sua seconda parte che ponendosi, come detto in apertura, in termini dialettici e problematici verso la prima metà, presenta allo storico nuove sfide interpretative, leggibili, in modo innovativo, tramite un´analisi accurata e puntigliosa del sistema delle riviste. Significativamente, l'ambito artistico é ora fortemente contraddistinto dall'emergere e dell'affermarsi delle riviste di critica d'arte militante, fenomeno strettamente correlato al risorgere dei movimenti d'avanguardia, le cosiddette neo-avanguardie, che raggiungono la loro fase di massima influenza alla fine degli anni Sessanta.

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Sulla scorta di alcuni isolati esempi della prima metà del secolo, come la rivista futurista «Lacerba» (già oggetto di numerosi studi e digitalizzazioni presso dipartimenti di ricerca internazionali), le neo-avanguardie del secondo dopoguerra italiano individuano nella rivista militante il piú efficace e immediato strumento di auto-promozione e dibattito. Essa nasce principalmente con l'intento di aggirare i canali editoriali ufficiali e raggiungere cosí un settore di lettori appassionati o specializzati, in grado di sostenere ed affiliarsi ai gruppi che le animano e le pubblicano. All'epoca, questo tipo di operazione culturale raggiunse i suoi scopi soltanto in rarissimi casi, divenendo però oggi una fonte documentaria preziosissima per conoscere dall'interno, e da una prospettiva parziale ma fondamentale, lo sviluppo di molte delle piú significative vicende dell'arte italiana post-bellica. Come negli altri casi, l´Unità di Udine, che si occuperà di tali riviste, si prefigge lo scopo di digitalizzare questo insostituibile patrimonio esoeditoriale e di renderlo disponibile, assieme a tutti gli altri materiali documentari, in un unico e accessibile archivio intermediale ed intertestuale, offrendo allo studioso un ricco apparato figurativo e critico, ripercorrendo le vicende dell´arte contemporanea attraverso l´esperienza, tra le altre, di «Arti Visive» (1952-57), «Azimuth» (1959-60), «Marcatrè» (1963-1970) e «Metro» (1960-1970). Dal punto di vista metodologico, sarà sempre tenuto presente che i diversi periodici (utilizzando un termine per la verità ”improprio“ data la tipologia anomala del materiale), si suddividono in realtà in due fasi storiche, pur con inevitabili sovrapposizioni e riprese. La prima, dal 1945 al 1965 é contraddistinta in effetti da uno spiccato attivismo esoeditoriale, che vede protagonisti gli stessi artisti e critici coinvolti nel dibattito; nella seconda invece, dal 1960 al 1980, le riviste di settore tornano ad una maggiore professionalizzazione, marginalizzando progressivamente il fenomeno esoeditoriale.

Termine finale del Progetto Nazionale é il caso del movimento verbo-visivo, seguendo un percorso storico critico che giunge alla sua naturale conclusione con la rivista «Lotta Poetica», luogo di dibattito e confronto tra artisti, letterati, storici dell´arte ed esponenti del collezionismo. Se il movimento verbo-visivo era nato con la volontà di destrutturare la società contemporanea nelle sue stesse strutture linguistiche, la rivista bresciana diretta da Sarenco si propone, come é dichiarato nel primo numero del giugno 1971, di ”impostare una battaglia continua a due livelli: a) a livello linguistico per la distruzione delle strutture culturali della società borghese, b) a livello politico a fianco dell´avanguardia della classe operaia e del movimento degli studenti“.

Come sarà spiegato nel dettaglio ai punti successivi, il lavoro delle singole Unità, contraddistinto da una spiccata compattezza metodologica e contenutistica, sarà reso accessibile tramite una comune piattaforma informatica che condurrà ai diversi database, strutturati in base alle singole esigenze (anche considerando eventuali problematiche legate al copyright). Il progetto potrà inoltre avvalersi della collaborazione di studiosi di assoluto livello nazionale e internazionale. La reperibilità del materiale é stata inoltre assicurata dalla stipula di appositi accordi, attestati dalle lettere di accompagnamento al progetto.

 

 

|Obiettivo della ricerca | Il progetto (1, 2, 3, 4, 5, 6) | Nascondi |
 


 

Miur

 Scuola Normale Superiore Pisa    Universitàdegli Studi di Genova

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